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Il circo: immagine del passato si trasforma per il futuro

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Il grande tendone del circo ha una storia che è un vero spettacolo!

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Nel secolo scorso, cioè non più di 40anni fa, andare al circo rappresentava una grande festa: guardare l’enorme tendone da lontano regalava già una forte emozione e non importava il censo di appartenenza: tutti erano estasiati nel guardare funamboli, cavalli ammaestrati, i clown o animali feroci che si comportavano come gattini. Il circo era una festa anche per ciò che si poteva mangiare: zucchero filato, frittelle, bibite e quant’altro.

Un po’ di storia
La parola “circo” rimanda all’antica Roma, inteso come anfiteatro dove si svolgevano spettacoli di varia natura ed in Italia lo troviamo agli inizi dell’800 ma si dice che la prima persona ad esibirsi in uno spettacolo circense fu l’ufficiale di cavalleria britannico Philip Astley nel 1768. Utilizzò una pista circolare all’aperto dove mostrava cavalli ammaestrati in numeri sensazionali per l’epoca; impiegava clown per divertire e giochi di varia abilità. Fu subito un successo, così la pista venne posta al chiuso e ai tempi era proprio un edificio chiamato Astley’s Amphitheatre.

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Se nacque in Inghilterra arrivò poco dopo, nell’800, in Italia, all’inizio furono la famiglia Caroli e la famiglia Chiarini a far conoscere il circo nel nostro Paese.Il successo dello spettacolo circense per come lo conosciamo si confermò nel ‘900, rappresentato da vere e proprie compagnie di spettacolo itineranti che soprattutto dopo la seconda guerra mondiale si fecero conoscere girando il nostro stivale in lungo e in largo. Una questione di famiglia e le più conosciute sono di certo le famiglie Togni, Orfei anche se il grande vecchio del circo italiano è stato Egidio Palmiri, Presidente dell’Ente Nazionale Circhi fino al 2011, quando cedette lo scettro ad Antonio Buccioni dopo ben 53 anni.

La regina del circo italiano: Moira Orfei
Trattando di circo è d’obbligo citare la più famosa ed incredibile donna dello spettacolo circense, un icona, praticamente il suo simbolo: Moira Orfei, dal trucco e parrucco ineguagliabili e dalla personalità fortissima. Una vera donna dello spettacolo: poliedrica addestratrice di elefanti e colombe, fondò il suo circo nel 1960 e fino al momento in cui si spense, nel 2015, lo rappresentò non solo come spettacolo ma proprio come modo di vivere e pensare.

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Abile salottiera si litigavano la sua presenza alle trasmissioni più seguite ed era fantastica nei suoi outfits fuori dall’ordinario, con pailettes e colori sgargianti, oro e argento, piume di struzzo in scena e fuori scena. Si potrebbero scrivere infinite pagine sui suoi abiti ed il modo straordinario di indossarli.

Mitico Darix Togni
Altro grande uomo del circo italiano fu il domatore Darix Togni, il primo a portare i suoi spettacoli in Egitto, ospite del re Faruq I: era il 1949. Tramandò la sua arte ed i figli crearono invece il circo come lo conosciamo noi e lo portarono e portano in giro per l’Europa e per il mondo.

I bambini son sempre stati gli ospiti prediletti, un tempo lo attendevano con ansia perché era l’unico modo per osservare animali che un tempo si potevano guardare solo sotto il mitico tendone o allo zoo. Oggi sono ancora tante le famiglie circensi che hanno quel tipo di spettacolo nel sangue e si possono ammirare sotto il grande tendone, sempre con lo sguardo incredulo ed una forte emozione.

Ultimamente il circo con animali è parecchio discusso ma non vorremmo entrare in merito ad una questione diversa: a chi piace lo spettacolo in ogni sua espressione non può negare che la vita circense è un insieme di attività spettacolari. Non solo addestramento di animali ma abilità ginniche fuori dal comune: trapezismo, equilibrismo, giocoleria dove c’è sempre l’identità della rappresentazione itinerante ma la sua professionalità è necessaria, niente di improvvisato.

In Italia infatti esistono vere e proprie Accademie del circo, a prova che un mestiere così non si inventa, e per farlo ci vuole passione, coraggio, fisicità ed una specializzazione professionale unica. Per trasformare un grande impegno in magìa stupefacente.

Di Cristina Baron per ilValoreItaliano

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