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Si riaccendono le luci del Circo Castellucci dopo sei mesi di lockdown

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Il tendone giallo e blu del Circo Castellucci fa bella mostra di sé da novembre, ma è stata, finora, una presenza quasi triste. Non ospita artisti, non apre le sue porte al pubblico, non si muove dal parcheggio alle porte di Sala Consilina.

Questo perché il Circo Castellucci è rimasto bloccato da novembre, “sorpreso” dalla seconda ondata del Covid, dal blocco degli spettacoli in tutta Italia. Il simbolo della rinascita può anche essere la ripartenza degli spettacoli e così sarà a partire da oggi. Le luci si accenderanno sulle esibizioni di equilibristi, clown, giocolieri che da troppo tempo sono fermi. Sospesi. Nelle scorse sere le luci hanno già illuminato le prove generali degli artisti, i loro sorrisi ritrovati.

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Ma non è stato facile stare fermi da sei e più mesi. Simona Russo, la responsabile, lo ha ripetuto più volte, cercando di tenere su il morale delle sue ragazze e dei suoi ragazzi e soprattutto affrontando gli ovvi ostacoli di vita. Una vita sospesa. Venti e più tra artisti e tecnici, qualche animale (per lo più domestico), bloccati per le restrizioni anti pandemia. Una situazione difficile da gestire, perché il circo senza eventi rischia il tracollo, il fallimento.

Il circo a causa delle varie zone rosse non si è potuto muovere. Al fianco del Circo Castellucci si è mossa però la società civile del Vallo di Diano. Sono arrivati aiuti da tutta la comunità, non solo da Sala Consilina, sia per sostenere le famiglie bloccate da novembre nei propri camion-abitazione, sia per foraggiare gli animali. Da una parte la chiesa, le associazioni di volontariato per sostenere le famiglie, dall’altra le aziende agricole.

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“Non possiamo fare altro che ringraziare con tutto il cuore – rimarca Simona Russo – la comunità valdianese per quanto ha fatto, per l’affetto e la vicinanza dimostrata. I nostri spettacoli saranno dedicati al loro grande cuore.” Il tendone giallo e blu torna a riaprire le proprie porte, a ospitare pubblico e artisti. A riempirsi di applausi e sorrisi.

Di Pasquale Sorrentino per Il Mattino di Salerno

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