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La giovanissima Amy incanta il pubblico del Circo Marina Orfei

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Ha incantato il pubblico con la sua bravura e la sua eleganza. Amy Spada, 11 anni, trapezista, ha gli occhi che brillano di felicità al termine della sua esibizione, quella del debutto, nella pista del Circo Marina Orfei della famiglia Monti. Sì, perché quella della giovanissima Amy è stata la prima uscita in pubblico dopo 77 giorni di prove effettuate assieme al suo maestro Jose’ Diaz.

Figlia di Marina Monti, direttore artistico del circo, Amy, prima del suo debutto, ha sfoderato tanta grinta e lavorato davvero con assiduità per riuscire ad arrivare, in così poco tempo, ad esibirsi davanti al pubblico a dieci metri di altezza. In Amy c’è sicuramente talento ma parlando con lei si percepisce la passione, la tenacia, quella voglia di migliorare che deve sempre accompagnare la vita professionale di un artista del circo.

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Da qualche giorno al Circo Marina Orfei si parlava di un possibile debutto della piccola Amy. Poi, è arrivato l’ok del maestro Diaz e la direzione inserisce in scaletta, nel primo spettacolo di Venerdì 29 aprile a Surbo (LE), il numero del trapezio. Quello che sino a tre mesi prima poteva essere un sogno, ora si tramuta in realtà. Se pur giovanissima, Amy è riuscita a “nascondere” l’ansia prima del debutto. Le ultime indicazioni prima di scendere in pista e poi, accese le luci, era già lì sul trapezio, ad osservare un nuovo mondo, quello del suo pubblico, del pubblico che ama il circo. Sorridente ed orgogliosa, dall’alto del suo trapezio a tenere con il fiato sospeso gli spettatori. Scivolata via l’adrenalina, Amy si è “libera” in tutta la sua leggerezza ed eleganza dei movimenti. Quasi sei minuti di performance che hanno tenuto tutti con il naso all’insù.

La risposta di Amy è stata una sorpresa per tutti gli addetti ai lavori. Un bel talento se si considera che non è facile scovare giovanissimi che siano predisposti all’ascolto dei consigli tecnici e alla loro applicazione in fase di allenamento.

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“Provare, provare, provare”. Sono state queste le parole d’ordine di Amy che, come racconta il suo insegnante, non si è mai assentata da una lezione. Doppio merito, quindi, per la gran voglia di imparare e di mettersi in gioco facendo dei progressi tecnici giorno dopo giorno. A 11 anni bisogna avere davvero una grande motivazione per salire a dieci metri di altezza, non pensare ai rischi ed al pericolo che si corrono, e lavorare al trapezio.

Amy ci raggiunge a fine spettacolo per raccontare le emozioni e descriverci lo stato d’animo. Si scorge subito la sua gioia, quell’entusiasmo per essere riuscita a far vedere quanto di bello imparato nelle settimane precedenti. Ha gli occhi pieni di felicità. Con la sua dolcezza ha affascinato il pubblico ma anche chi la conosce da tempo. E con lo stesso garbo saluta e ci confida: “Il circo è il posto più bello in assoluto”.

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Si vede il tuo amore per il circo e per quello che fai. Cosa ti piace di più di questo fantastico mondo?

“Nel circo lavoriamo con artisti di tutto il mondo che hanno il loro modo di pensare, di agire, i loro usi e costumi e questo ti porta a condividere e socializzare. Poi, visitiamo tante città e la cosa più bella è il contatto con la gente. Chi lavora nel circo ha un vantaggio, un dono direi, quello di poter conoscere sempre nuove persone e nei giorni in cui sostiamo in un paese con loro riesci ad avere un contatto diretto”.

Che emozioni provi quando sei sul trapezio?

“Una forte gioia e un senso di libertà. Sento un legame molto forte con il volo”.

Non hai paura ad esibirti così in alto?

“No, perché tra me e il trapezio c’è una sintonia perfetta ed è tutto più divertente. Anche se provo da poco, ho acquisito una certa sicurezza”.

Perché hai scelto di fare questo tipo di esercizio?

“Fare il trapezista mi ha sempre affascinato. Da piccolina ho assistito a numeri di trapezisti e cercavo di imitarli. Mi affascinava tanto e ho chiesto di poter imparare. Ora ho capito che ti deve piacere altrimenti non riusciresti a farlo”.

 Bisogna avere delle particolari doti fisiche?

“In questo tipo di trapezio c’è bisogno di tanta forza. Il livello di difficoltà è alto e bisogna avere una certa potenza muscolare”.

Un punto di forza …

“…è quello di saper ascoltare, fare miei i consigli e metterli in pratica”.

E’ stata importante la tua famiglia in questo percorso?

“Certamente, tantissimo. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di circensi e questo mi ha agevolato perché ho potuto conoscere più da vicino questo mondo”.

Chi ti ha affiancato in questi mesi di preparazione?

“Il maestro Jose’ Diaz, al quale devo molto. Mi ha motivato sin dal primo giorno, mi ha spronato a dare sempre di più e lo devo ringraziare per quanto sta facendo per me”.

Come è la vita da circense per una ragazza della tua età?

“Una quotidianità fatta di studio, di prove in pista e di spettacoli. Bisogna cambiare scuola e compagni in ogni nostra tappa ma questo non mi pesa, è solo questione di abitudine. Sicuramente bisogna fare molti sacrifici ma il tutto è poi ricambiato dal pubblico”.

Cosa ti piace fare quando hai del tempo libero?

“Leggere. Quando posso lo faccio molto volentieri”.

Cosa vorresti dire al pubblico del circo?

“Apprezzare sempre di più il lavoro che si fa sotto questo tendone. La gente non conosce bene quanto è difficile. Dietro ogni numero c’è tanto tempo dedicato, tante prove, quello che si vede in pista è il risultato finale di un percorso fatto nel tempo. Dobbiamo essere bravi a spiegarlo al pubblico e tirare fuori il meglio di questo lavoro”.

Sei felice in questo momento?

“Certamente, ho un lavoro che mi piace tantissimo, mi appassiona sempre più e già questo mi rende molto felice”.

Cosa ti piacerebbe fare in futuro?

“Viaggiare per il mondo, visitare altre nazioni, imparare le lingue e fare nuove esperienze di vita. Da un punto di vista professionale diventare sempre più brava ma sono consapevole che bisogna avere pazienza e metterci sempre più impegno. Basta volerlo. Continuerò ad impegnarmi. Lo farò!”.

Amy continua a volare sul tuo trapezio, continua a volare verso i tuoi sogni e… non ti fermare.

Di Daniele G. Masciullo per Galatina24

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