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“Grazie a tutti noi umani” di Gianni Giannuzzi

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Riceviamo e pubblichiamo la “Lettera aperta” del Clown “Scarabocchio” GIBO (Gianni Giannuzzi)

“Grazie a tutti noi umani” di Gianni Giannuzzi

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Un sincero, e di cuore, ringraziamento a tutti coloro che in questo anno ci hanno aiutato, a chi più a chi meno, con quello che potevano, con il cuore di sicuro.
Siamo gente di spettacolo viviamo per l’applauso del nostro pubblico, ma ora dobbiamo noi rivolgere a voi un grande e caloroso applauso per tutto quello che ci avete donato, dall’affetto, ad una parola di conforto, da un sorriso, ad un saluto per strada, da un kg di pane, ad un litro di latte per i nostri figli o nostri nonni, ma nessuno di voi si è accorto di quello che mancava a noi circensi. Qualcuno avrà pensato al lavoro, sì per il sostentamento delle famiglie, qualcun altro agli applausi, sì per la soddisfazione di esibirsi , altri ancora il contatto in pista con i nostri carissimi animali, e con disprezzo al loro maltrattamento, cosa impensabile se li amassero come noi. Però ancora nessuno sa cosa in verità ci manca…ci manca la libertà di andare da un paese ad un altro, da una città ad una nuova mai vista prima, ad uno stato vicino ad un altro, oltre oceano, cambiare aula e classe facendo nuove amicizie. Conoscere nuove persone dal vigile urbano all’assessore, dal macellaio al giornalaio, dal fruttivendolo al farmacista, dal dottore al sacerdote. Dall’elettricista che ci allaccia la luce al fontaniere comunale che ci da da bere. Insomma a tutti quelli che di giorno in giorno incontriamo in tutti i luoghi che visitiamo, senza dimenticare tutti quelli che riempiono i nostri spettacoli, compresi coloro che il circo non piace, e snobbano, chissà perché, i nostri spettacoli.
Tutti noi insieme ad altre categorie ci siamo sentiti abbandonati, eppure esistiamo e resistiamo soli in tante piazze d’Italia, d’Europa e del mondo.
Questo essere costretti, per colpa di nessuno, “meno la pandemia di covid” a noi circensi pare impossibile dover sostare per così tanto tempo in un solo paese, città, in ogni luogo del mondo.
Abbiamo sentito anche la mancanza di un personaggio di spessore che ci rappresentasse in tutto il mondo, insomma qualcuno che ci potesse far sopportare con orgoglio e partecipazione il lockdown. Invece siamo stati solo dei carrozzoni fermi in piazze anonime per mesi, sopportando quella per noi “prigionia” con sottomissione, senza poter far nulla, molti senza potersi neppure allenare, anzi andando a fare piccoli lavori in ditte che ci hanno accolti, altri accudendo i propri animali, i bambini ed i nonni, a guadare per ore la tv.
Oppure giocare con il telefono, gli scolari senza poter conoscere nuovi amici, dalle nostre carovane hanno seguito le lezioni. Ci è mancato andare a trovare altri circensi, andare dai nostri medici curanti di fiducia, distanti troppo km.
Andare nei nostri comuni di residenza e salutare, se si hanno, dei parenti come diceva, se non ricordo male il grande Totò “Adda passà a nuttata”!
Spero che al più presto si possa riprendere a viaggiare, montare e presentare i nostri spettacoli in tutta sicurezza, perché sono sicuro che noi apostoli della gioia e del sorriso, come definiti da tanti papi (Francesco, sua santità, compreso) dobbiamo portare il nostro sorriso nel mondo per portare anche se solo per pochi minuti, ore, giorni, la gioia nei cuori di grandi e piccini, per ringraziare così tutti gli spettatori e non che ci hanno aiutato.
Concludendo, siamo tutti uniti, aiutiamoci ad uscire da questo stallo, aiutati anche da qualcuno, o forse tanti da lassù, chiunque essi siano, ad ognuno il proprio credo…
Questa lettera aperta da un piccolo pagliaccio a cui manca da molto il sorriso di un bimbo.
Gianni Giannuzzi “Gibo” 2021

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