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“Ercole”, l’uomo cannone, giovani cavallerizzi. Tanta roba al Circo Sandra Orfei

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Tutto è perfettibile e certamente si può migliorare ma l’intesa raggiunta da Angelo Patti (clown) e da Jessy Franchetti (presentatore) rappresenta davvero un punto apicale nel classico rapporto fra artista e spalla con quest’ultima che tiene testa alle capacità del primo. Di coppie, nel circo, se ne sono viste e se ne vedono tante (clown bianco e augusto) ma il costante interscambio fra l’attore ‘Patti il clown’ e il presentatore Jessy rappresentano un ottimale filo conduttore dello show del Circo Sandra Orfei che, in questi giorni, sta entusiasmando i palermitani. Lo dicono anche i numeri. Nella sola giornata dell’Epifania, il complesso allocato in viale dell’Olimpo ha registrato in pratica tre sold-out. Qualche posto libero è rimasto soltanto per lo spettacolo delle 21, il terzo della giornata.

Di Angelo Patti, piemontese dalle lontane radici siciliane e rampollo di famiglia per nulla circense, abbiamo già detto. Un clown, formatosi nelle scuole di recitazione, che studia e si arrovella il cervello tutti i giorni per stupire e per proporre novità, piccole o grandi che siano. Jessy Franchetti appartiene invece a una nota dinastia circense e nella sua storia sotto il tendone si è anche cimentato come clown e come addestratore. Ma in due ore di spettacolo sono davvero tanti i numeri e tantissime le emozioni che si susseguono sotto lo chapiteau.

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Oltre alla poesia e alle gags di Patti e della sua spalla, lo show gode di quattro importanti numeri acrobatici aerei: il trapezino di Ellis Togni, i tessuti di Odette, le cinghie di Rudi Tucci e il contorsionismo nella sfera di Nicole, sorella di Rudi. Poi ancora illusionismo della famiglia Tucci e i velocissimi pony che scorrazzano in pista a velocità supersonica.

La novità assoluta per la Sicilia, numero oramai rarissimo dappertutto, è quello dell’uomo forte Arthur Robin junior. L’artista, figlio di uno dei miti del circo mondiale al quale è stato anche dedicato un film, riesce a piegare completamente una barra di ferro che poi, nessuno del pubblico, riesce a raddrizzare di un sol millimetro. Per non parlare delle martellate che riesce a incassare su una lastra di acciaio deposta sui suoi addominali e dell’apertura di una molla gigante che produce una forza di 400 chili. Infine due squadre di spettatori non riescono, nel tiro alla fune, a smuoverlo di un passo.

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Di grande interesse e di grande effetto per il pubblico anche l’uomo-cannone, una disciplina che risale a circa 150 anni fa ma che oramai, nel mondo, ha pochissimi interpreti. ‘Dalle fauci del leone alla bocca del cannone’, lo stesso Francisco Hernandez va in pista anche con un gruppo di leoni africani.

Nello spettacolo del Circo Sandra Orfei sta ritagliandosi un ruolo importante anche il giovane Antani Romanov. L’ho visto esibirsi anni fa, alle sue prime performance, e il livello raggiunto in poco tempo è davvero stupefacente. Non soltanto l’eleganza con cui sta in sella a uno splendido destriero bianco danzatore ma anche il difficile numero di giocoleria a cavallo con non facili accenni di jockey. Risultati che si ottengono con l’umiltà ma soprattutto con la fatica. Antani si allena con un impegno quasi maniacale, sgobba sodo per tutta la giornata ma poi, proprio questa è la magia del circo, monta i cavalli e giogola fresco come una rosa, con uno splendido sorriso stampato sul suo giovane volto.

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Il Sandra Orfei ha un numero infinito di attrazioni e non tutte possono andare in pista per uno spettacolo che dura almeno due ore. Famose e apprezzate dovunque, anche nei festival internazionali, quelle di Claudio Vassallo e Sara Mateva, marito e moglie, titolari del complesso circense. L’alta scuola di equitazione con il frisone Telepass di Claudio e l’equilibrismo al filo basso della bravissima artista bulgara, oramai italianissima di adozione, fanno già parte della recente storia del circo italiano.

Di Pietro Messana

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